La saggezza del fanciullino, che ride e piange senza perché: parola di Giovanni Pascoli.

July 8, 2018

 

“C’è dentro noi un fanciullino che rimane tale anche quando noi cresciamo e si accende nei nostri occhi un nuovo desiderare. Il fanciullino ama i lunghi viaggi e le grandi traversie e non si interessa degli amori e delle donne.. 
Il fanciullino
si meraviglia di tutto, poiché tutto gli sembra nuovo e bello e non tralascia nessun particolare; il fanciullino è generoso e buono, i fanciulli che sono in loro, i quali, per ogni poco d’agio e di tregua che sia data, si corrono incontro, e si abbracciano e giocano. Egli è in tutti gli uomini. 
E’ lui che ha paura al buio, è lui che
ci fa sognare ad occhi aperti, è lui che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei, è lui che piange e ride senza perché, che sa dire la parola che ci commuove, che sa fare umano e puro l’amore, che fa sorgere nell’uomo serio la meraviglia per le fiabe e le leggende e nell’uomo pacifico fa echeggiare le fanfare e nell’uomo incredulo fa vaporare un altarino.
E’ lui che mette il nome alle cose e da un segno, un suono, un colore, a cui riconoscere sempre ciò che vide una volta, è lui che
scopre nelle cose le somiglianze e le relazioni più generose.”

 

Così Giovanni Pascoli descrive, a cavallo tra l'8 e il '900, il fanciullino.
Una riflessione sulla poesia che ben si adatta ad essere estesa all'intera esistenza umana.

Se è vero, secondo l'autore, che la voce interiore del fanciullino dà vita alla poesia, ben si può affermare che sia sempre lui a
dare poesia alla vita

Il fanciullino è
immaginazione, intuizione, sensibilità, è lui che ci restituisce uno sguardo capace di vedere la bellezza, anche dove essa non si manifesta con il clamore della felicità o si nasconde tra le pieghe della miseria


Nelle parole di Pascoli c'è tutto: la spinta del desiderio, la capacità di stupirsi, l'attenzione al non evidente, lo slancio verso il prossimo e la voglia di incontrarlo nel gioco, l'immaginazione, la creatività, l'emozione, l'amore incondizionato, la narrazione, l'ispirazione, la fiducia, la familiarità, l'umanità.
 

Il fanciullino incarna un messaggio di comprensione profonda dell'altro e di se stessi e si fa portatore di un messaggio di pace: col suo essere presente in egual natura e misura in ogni uomo e donna, egli stabilisce che un dialogo sia sempre possibile, al di là delle differenze reali e percepite.
 

La saggezza del fanciullino sta nel saper piangere e ridere senza un perché: 

a 50 anni mi chiedo perché tutto questo lo scopro solo ora, e non sui banchi di scuola. 

 

 

Elisa De Meo
Risabilitatrice®
elisademeo.com
elisademeoposta@gmail.com

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