"Io rido ancora"


“Vediamo se adesso ridi ancora”. A pronunciare queste parole, Paolo Pietropaolo, l'uomo che ha dato fuoco a Carla Caiazzo, la donna con cui aveva avuto una relazione e che portava in grembo il figlio con lui concepito. Le pronunciava, queste parole, mentre il volto di Carla si consumava tra le fiamme.

Penso a Carla Caiazzo ogni volta che apprendo di una nuova violenza contro le donne e ogni volta che sento qualcuno dichiarare che la risata è una cosa faceta, un simpatico divertimento che dura e vale il tempo di uno ha-ha.

Come si riesca a riprendersi da una tale atrocità, lo sanno solo loro, le vittime di queste persone che faccio fatica a definire. Hanno un tratto comune queste donne: ridono, ancora. Penso a Gessica Notaro che dalla pista di Ballando con le Stelle manda elegantemente a fanculo -ridendo- il suo ex, attualmente in carcere con l'accusa di averle deturpato il viso con l'acido, facendo capire a lui e a tutti quelli che l'ascoltano che se l'intento era quello di distruggerla, il piano è fallito perché lei è più viva, più forte e più bella che mai.

Penso a Lucia Annibali, a Domenica Foti, a Maria Chiara Tonelli e a tutte quelle di cui non conosco o non ricordo il nome. Penso a quanta personalità e carattere e tempra ci voglia per continuare a vivere, gioire, godere, ridere. Ancora. E penso a quelle che non ridono, non godono, non gioiscono, non vivono. Perché sono morte. Semplicemente morte. Perché donne. Di uomini che volevano spegnerle, in un modo o nell'altro.

Carla Caiazzo ha riposto alle parole e al gesto mostruoso di Paolo Pietropaolo fondando un'associazione dedicata alle donne vittime di violenza. E l'ha chiamata “Io rido ancora”. Ho scritto a Carla, mi piacerebbe incontrarla, conoscerla e provare a costruire un progetto con la sua associazione. E con l'aiuto delle persone che ho formato da quando mi occupo di risata terapeutica.

Credo che la risata possa essere una risorsa, anche di prevenzione. Per aiutare le donne e gli uomini ad acquisire maggiore fiducia in sé e nelle proprie possibilità, per evitare che la violenza si compia come gesto estremo di affermazione e negazione, che considero due facce di una stessa medaglia: quella della paura.

Elisa De Meo La Risabilitatirce® www.elisademeo.com elisademeoposta@gmail.com

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