Insegnamenti lenti, ridenti e sorprendenti.

March 21, 2018

 

Ogni volta che mi appresto a liberare un seminario, riguardo -e puntualmente modifico- tutti i materiali. 
Sono una libera professionista, o meglio una professionista libera, che non deve rendere conto a nessuno se non alle persone a cui offre i propri servizi. 


E sono proprio queste persone a farmi da guida. Leggo e ascolto con attenzione e avidità i feedback che mi rilasciano, è da lì che capisco se quello che sto facendo ha un valore o meglio ha un valore per qualcun altro oltre che per me.

Mi commuovo ogni volta che leggo considerazioni che vanno oltre le mie intenzioni. Nell'ultimo seminario che ho liberato, sulla Risata Terapeutica, diverse persone mi hanno scritto che hanno appreso non solo come professionisti ma anche come essere umani. Ogni volta che accade, io mi stupisco. E' facile acquisire nozioni tecniche, meno evidente lasciarsi toccare dal punto di vita personale.

Quando ho chiesto che valore aggiunto avesse il seminario rispetto ad altre esperienze di formazione, un Teacher di Yoga della Risata ha risposto: "E' un seminario che ha portato apertura e approfondimento e mi ha stimolato riflessioni non solo come operatore della risata ma anche come padre, marito, impiegato, figlio e per le mie amicizie, è stata una riflessione sulla mia vita a 360°".  Wow!
Un'altra Teacher di Yoga della Risata lo ha giudicato "illuminante" e la ha fornito una ulteriore conferma all'idea che "si acquisisce sempre ricchezza nell'essere curiosi, nell'esplorare, nell'andare oltre".  

Una insegnante in pensione ha scritto: "Penso che questo seminario porterà un cambiamento nella mia vita, in particolare nel rapporto con gli altri, insegna ad avere più fiducia in se stessi".

Un'altra insegnante in pensione ha dichiarato che il seminario le permetterà di "introdurre maggior leggerezza nei rapporti interpersonali, migliorare il modo di affrontare la vita e mantenersi più giovane". 

 

Faccio sempre una domanda sulla mia conduzione: al di là dei contenuti che veicolo, mi interessa sapere come le persone abbiano vissuto l'esperienza dal punto di vista emotivo, nella relazione con me. Se è vero che l'identità nasce dal confronto, è fondamentale non sottrarsi e correre il rischio di vedersi con gli occhi degli altri.


Sono sempre molto contenta di sentire che i partecipanti mi considerano preparata, precisa e chiara nell'esposizione: tutto molto professionale. Quello che però mi colpisce e mi gratifica più di ogni altra cosa è leggere parole come semplice, autentica, genuina, empatica, umile, generosa. Ok, anche brillante non mi lascia indifferente, ma quello riguarda il mio ego e cerco di non dargli troppo spazio. 

Se c'è una cosa a cui tengo è essere e risultare credibile: non mi piace vendere fumo ma contenuti ed esperienze che possano fornire un valore aggiunto a rilascio lento, non solo ubriacature da seminari cosiddetti esperienziali dai quali si esce frastornati di stimoli. Con effetti che si esauriscono nel breve tempo di una ricaptazione sinaptica.


E' per questo che i miei seminari sono a numero chiuso se non chiusissimo, mi piace che le persone abbiano il tempo e lo spazio per condividere, commentare, ascoltare, riflettere, parlare, tacere se è quello che desiderano. E per farlo è necessario stabilire una relazione diretta con ciascuno dei presenti, guardarsi negli occhi, riconoscersi e sentirsi accolti nella propria individualità e unicità. 

Nei prossimi seminari, che libererò a Milano il 24 e 25 marzo e a Bari il 19 e 20 maggio, avrò il privilegio di entrare in contatto con altri esseri umani e condividere con loro insegnamenti lenti, ridenti e sorprendenti.
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Elisa De Meo
La Risabilitatrice®
www.elisademeo.com
elisademeoposta@gmail.com