L'ABC

February 8, 2017

 

Pur non essendo in grado di dire cose faccio realmente, per certo so che mi muovo al confine con il mondo olistico -avete presente?- quello dove si può trovare di tutto, un po' come quei cestoni in cui insieme convivono la pashmina originale supermorbida e lo schiacciapatate che al primo uso ti fa rimpiangere il puré istantaneo.

 

E mai come in questo macrocosmo ho avuto modo di apprezzare una fastidiosa carenza dei principi più elementari che stanno alla base delle relazioni sociali. E' vero che in passato ho sempre lavorato in grandi aziende dove solo gli sfigati si arrogano il privilegio di non rispondere, di non rispettare gli orari, gli impegni, gli adempimenti, di non sintonizzarsi con i propri interlocutori. Anche quando fanno gli Amministratori Delegati, hanno un che di sgualcito, come una giacca buttata in fondo allo zaino.

In pratica, fanno come cazzo gli pare. Devono avere frainteso il senso del Siamo Tutti Uno: dove non c'è separazione, non c'è identità per cui per loro gli Altri semplicemente Non Esistono.

Ovviamente non sono tutti così, tocca specificarlo altrimenti domani non posso uscire di casa, però la concentrazione è molto alta. Sono quelli che definisco gli "Illuminati, a spese degli altri", che si possono permettere di non occuparsi di certe cose perché c'è qualcun altro -i profani come me- che pigia gli interruttori, paga le bollette, comunica le letture. Loro no, loro queste cose terrene le guardano come Flavia Vento un testo di Lacan finito per sbaglio nello scaffale della Psicologia Tascabile: come un input che non trova corrispondenza in nessun tiretto del cervello.

 

Le ragioni per cui lo fanno mi sono sconosciute, e sono anche difficili da esplorare perché se provi a parlarne con loro ti guardano con stupore e compassione, dall'alto del loro sgabello IKEA (che ovviamente si sono fatti montare da qualcun altro) sono in grado di operare un rimbalzo dialettico facendotelo passare per un salto semantico (no, non quantico) e tenendoti gentilmente le mani ti dicono che tu vai bene, che non sei sbagliato, che nessuna creatura è sbagliata, che loro ti amano, che l'Universo di ama, ti accoglie, ti comprende, ti perdona: fallo anche tu, accogliti e vai oltre. Chi pratica lo Yoga della Risata, ti invita a farti -indovina cosa?- una bella risata! banalizzando in un secondo millenni di tradizione Buddhista Zen. Ma questo è un altro discorso che merita una riflessione dedicata.

 

Il fatto è che io non voglio andare oltre, io voglio andare via, a miglia di distanza. E se per caso, gioco in casa, a miglia di distanze ci vorrei vedere loro. Perché queste persone ti succhiano il midollo.

Tutta la lora calma, distanza, atarassia ha un prezzo che però non pagano loro: lo paghi tu.

E devi pure farlo con gratitudine.

 

Elisa De Meo

Risabilitatrice e Orientatrice di Sguardi

risataliberatutti@gmail.com

risataliberatutti.it