Ridere (e) basta.

December 26, 2016

 

Quelli che dovrebbero ridere di più sono quelli che avrebbero meno motivi per farlo. 
Come chi ha una malattia. O una persona cara con una malattia. Come si fa a ridere di una malattia?
E infatti non parlo di ridere di, parlo di ridere e basta. 
 

Ridere basta a stare meglio: basta ridere. Basta (quasi) sempre. Il quasi si riferisce a tutto quello che provoca cordoglio, quel dolore devastante che produce un'afflizione grave. Si prova in presenza di un decesso, di una sciagura, di una perdita, di una calamità, di un disastro ed è straziante. In quel caso, piangere, gridare e scalciare allo sfinimento sembrano una scelta più appropriata. 

 

Ridere e piangere sono azioni che passano entrambe dal corpo e lo fanno vibrare. Vibrare è quello che ci rende vivi, che distingue un blocco di marmo da un baobab: sono entrambi grandi, belli e solidi ma nel secondo scorre la vita. Non siamo, e non dobbiamo essere, duri come la pietra ma forti come un albero. Magari non come un baobab, piuttosto come un giunco vivo nel suo ambiente naturale: l'acqua. 

 

Quando è fuori dall'acqua, il giunco muore e per aumentarne la resistenza l'unica strada è intrecciarlo. Per questo forse quando non siamo più nel confortante e vitale liquido amniotico, abbiamo bisogno di metterci in relazione con altri giunchi, di intrecciarci. Per (r)esistere e dare vita a qualcosa che ci trascende e ci da forma e senso (no, non intendevo propriamente un cesto di vimini).

 

Ho perso il filo, questo pezzo dovrebbe parlare di risata, ma nello scriverlo è venuto fuori altro: il pianto, l'acqua, la vita, le vibrazioni. Le vibrazioni. E' un argomento che ricorre nei miei ragionamenti da qualche tempo. Noto che sto girando attorno a questo concetto ma sento che non ci sono ancora. Arriverà e quando accadrà probabilmente produrrà un sussulto e capirò che avrò trovato il riff.

Il riff -ritmico, ostinato e armonico- lo preferisco agli assoli. Chi ama le assonanze, capirà immediatamente perché. 

 

Elisa De Meo

Orientatrice di Sguardi
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