Happy Brain: micropillole di felicità!

September 3, 2016

 

Qualche mese fa mi sono imbattuta in un paio di libri interessanti; cercavo un titolo per un convegno che stavo organizzando con un'amica, era un convegno sulle azioni felicitanti, sul benessere che si può conseguire a livello mentale e psicologico partendo dal fare, dal corpo, insomma da tutto tranne che dalla testa. E mi venne in mente Happy Brain.

 

Così controllai se per caso il nome non fosse già stato usato per un evento e, cercando nella rete, venne fuori un libro: Happy Brain, appunto, della neuroscienziata americana Wendy Suzuki. Lo ordinai e lo lessi di un fiato. Ne presi anche un altro che si chiama il Cervello Felice, del neuropsicologo John Arden, altra lettura in un sorso.

 

Ora Happy Brain diventa una nuova sezione di Happymess.it, il sito dedicato all'omonimo progetto che porto avanti come Coach di Risata e Gibberish, come Presidente dell'Associazione Happymess ASD e come Elisa senza altre specifiche.

 

Happy Brain conterrà informazioni, eventi, aneddoti, articoli, libri e tutte quelle conoscenze che possono rendere il nostro cervello più attivo e quindi il nostro corpo-cervello più in forma e quindi la nostra persona-corpo-cervello più felice.

La sezione darà voce a chiunque voglia apportare il suo contributo, fare una segnalazione, fornire uno spunto.

 

Apro una pagina a caso del libro della Suzuki, la 241, e leggo: “Se di questo libro doveste ricordare una sola cosa, vorrei che fosse questa: l'idea che usiamo solo il 10 per cento del nostro cervello è falsa al 100 per cento! (…) Considerati i molti compiti cognitivi che svolgiamo ogni giorno, tutte le parti del nostro cervello sono in costante attività. E allora perché questo mito resiste? La risposta potrebbe essere: per un misto di plausibillità e di speranza (…) si tratta di un mito creato su misura per la fiorente industria dell'autoaiuto. La verità, per fortuna, è che possiamo ampliare e migliorare il 100 per cento del cervello ogni giorno, grazie alla neuroplasticità.”

 

Cosa mi porto a casa da questo brano? Anzitutto che l'autrice ci mette in guardia dai venditori di speranza, da quelli che fanno del miraggio di una guarigione miracolosa, di un miglioramento miracoloso, di una trasformazione miracolosa della propria esistenza l'oggetto della propria attività; questi sallvatori di anime e vite e chipiùnehapiùnemetta promettono un arricchimento spirituale per gli altri che solitamente si risolve piuttosto in un loro arricchimento monetario: io le chiamo le slot machine della speranzå e della felicità. Ogni tanto qualcuno fa jackpot ma di norma vince la macchina.

 

Se qualcuno vuole vendervi la felicità, sappiate che c'è un solo modo di procurarsela ed è crearla da sé. E non basta pensare o dichiarare, tocca fare: tornate a leggerci di quando in quando su Happy Brain e scoprirete come con delle micropillole di felicità.

 

Elisa De Meo

Coach di Risate e Gibberish
elisademeo@gmail.com | elisademeo.com