La risata catartica come strumento per accedere al Sé autentico.

August 28, 2016

 #FELICIT*AZIONI

 

Se il mondo, anche solo per ventiquattr’ore, decidesse di ridere su ogni cosa...

ci sarebbe un fenomeno di purificazione tale, da spazzare via ogni sporcizia.

Bhagwan Shree Rajneesh citato da Annette Goodheart in Laughter Therapy, 1994

 

Continua il viaggio attraverso “Laughter Therapy - Come ridere di tutto ciò che nella tua vita non è propriamente divertente”, il libro di Annette Goodheart che sarà oggetto ad ottobre del primo seminario in Italia interarmente dedicato all'opera di questa pioniera della risata incondizonata, le cui teorie sono ancora attuali e in certi casi addirittura tutte da scoprire, applicare, mettere in discussione.

 

In uno dei capitoli fondamentali del libro, la Goodheart parla della risata come di un viaggio alla scoperta di se stessi, un percorso di conoscenza che si articola su parole chiave come: senso del dovere, senso di colpa, dolore, perdita di controllo, fiducia, scelta, rischio, anticonformismo. Termini che non siamo abituati ad associare alla risata la quale, per come la conosciamo, ha a che fare piuttosto col divertimento, il gioco, il disimpegno, la spensieratezza.

 

Siamo invece abituati a sottovalutare il potere della risata: viviamo in una società che incoraggia e premia la serietà per la serietà, impone aspettative rigide basate su standard che ignorano per loro stessa natura i bisogni individuali e le specificità, i desideri e le inclinazioni.

 

“Messi di fronte ai doveri imposti dalla famiglia e dalla cultura -scrive la Goodheart- impariamo presto a nascondere il nostro Sé autentico, (…) quelle parti di noi che sognano in modo irrazionale, che immaginano scandalose possibilità, e inventano e creano intuitivamente. E nascondiamo anche i nostri errori, desideri, bisogni, temendo di essere giudicati sbagliati, o malati, carenti o pazzi. Nascondendo la realtà di chi siamo veramente, abbandoniamo il nostro Sé autentico.”

 

Il lavoro che dobbiamo fare per andare incontro al nostro Sé autentico è guardarci per quello che siamo, prendere consapevolezza dei nostri sentimenti e dare loro voce, sfogo e una collocazione, per onorarli se ci appartengono, o per liberarcene se non sono (più) fonte di vita e vitalità.

 

Questa opera di pulizia può essere compiuta attraverso un processo catartico, come la risata: “Ogni volta che ridiamo liberamente -conclude la Goodheart- riabilitiamo una porzione del nostro Sé autentico” e riacquistiamo una parte di potere su noi stessi e le nostre esistenze, sottraendolo di fatto agli altri, nelle cui mani mai dovrebbe essere riposto, qualunque sia l'identità, il ruolo e il tipo di relazione che ci lega a questi "altri".

 

Elisa De Meo

Coach di Risate e Gibberish
elisademeo@gmail.com | elisademeo.com