Non riesco a ridere: che posso fare?

August 14, 2016

#FELICIT*AZIONI

 

Vivo sforzandomi costantemente di combattere le infermità di una salute cagionevole, e altre diavolerie della vita, con l'allegria; essendo fermamente convinto che ogni volta che un uomo sorride, ma ancor di più, quando ride, questo aggiunga qualcosa a quel frammento di vita.

 

Laurence Stense

Da Laughter Therapy di Annette Goodheart, 1994

 

 

Una delle domande che mi sono sentita porre più spesso da quando mi occupo di risata è: ma se ho difficoltà a ridere o se qualcuno che conosco ha difficoltà a ridere, che cosa posso fare? Stando alla Dott.ssa Goodheart, sorridere di più. La “ricetta” della Goodheart è molto semplice: semplice ed estremamente efficace, semplice e fondata su basi scientifiche.

 

Negli anni in cui la Goodheart operava stava iniziando a prendere piede una nuova branca della scienza medica, ancora oggi poco conosciuta ma molto interessante: la PNEI (la Psico Neuro Endocrino Immunologia) che nasce come convergenza di discipline diverse e indaga le interazioni reciproche che intercorrono tra attività mentale, comportamento, sistema nervoso, sistema endocrino e reattività immunitaria, ai fini della prevenzione delle malattie e del positivo decorso delle stesse. Secondo la PNEI infatti lo stato psicoemotivo ed affettivo dell'individuo influenza l'insorgere o modifica il decorso di un evento patologico. Volendo operare una estrema semplificazione: il nostro comportamento può influenzare il nostro stato psico-emotivo che a sua volta puà impattare sull nostro assetto ormonale e quindi incidere sul nostro stato di salute.

 

Annette Goodheart riprende, semplificandoli, i concetti della PNEI e scrive in Laughter Therapy “Se la vostra faccia è in una posizione all'insù (...) la risata arriverà più facilmente. In questo caso, la funzione segue la forma.”

La funzione segue la forma, la mente segue il corpo: lo ripeto spesso nelle mie sessioni, se iniziamo a sorridere, il nostro cervello che -ricordiamocelo, è stupido- 'pensa' che ci sia qualcosa da sorridere e si ringalluzzisce, si dice “Yuppie, qui si sorride, probabilmente là fuori sta capitando qualcosa di allegro”.

 

Se sorridiamo, ridere sarà più a 'portata di muscoli' e una volta fatto il primo 'hi-hi' tenendo gli angoli della bocca rivolti verso l'altro, i successivi arriveranno più facilmente.

 

E se vi allenate a ridere con la “i”, poi, lavorerete sul sesto Chakra, il cosiddetto terzo occhio, il centro dell’intuizione e dell’immaginazione creativa, della visione e della chiarezza. Attenzione però a non esagerare, sembra che il funzionamento eccessivo -così come insufficiente- possa essere causa di mal di testa, insonnia, autoesaltazione, materialismo e disturbi psicoemotivi.

 

Elisa De Meo

Coach di Risata e Giberish

elisademeo@gmail.com

www.elisademeo.com