La risata terapeutica di Annette Goodheart

August 7, 2016

#FELICIT*AZIONI
 

“Fake it until you make it”

Annette Goodheart in Laughter Therapy, 1° gennaio 1994

 

 

Quando ho iniziato a formarmi come coach di risata, il primo libro che ho letto è un testo del 1993, scritto dalla psicologa americana Annette Goodheart e mai tradotto in italiano. Il libro si chiama Laughter Therapy – Come ridere di tutto quello che nella tua vita non è propriamente divertente e racconta i trent'anni di lavoro della teorizzatrice di una forma di psicoterapia fondata sull'uso della risata e del gioco.

 

Il libro di Annette Goodheart è un testo fondamentale che tutti i terapisti e coach di risata dovrebbero leggere e assimilare; una lettura piacevole, adatta anche ai non addetti ai lavori.

 

In un articolo pubblicato dal New York Times nel 1987 Annette Goodheart menziona i danni incalcolablili derivanti dalla repressione del riso – osteggiato e malvisto dalla notte dei tempi, Platone lo considerava addirittura un atto non dignitoso per l'essere umano– e di altre emozioni come la rabbia e il dolore, dal valore profondamente catartico. E definisce la risata la forma più accessibile alla catarsi per la maggiore parte delle persone.

 

Eppure secondo la Dott.ssa Goodheart, scomparsa nel 2011, c'è una sorta di cospirazione contro la risata. “Se ridi –dice- sei difficile da controllare. La prima cosa che fa un dittatore è sbarazzarsi dei comici”.

 

Fa riferimento ai comici ma il suo approccio non prevede l'umorismo e la comicità: “Non faccio ridere le persone -spiega- creo semplicemente luoghi dove le persone possano ridere. Sono pochi i posti in cui è ok ridere nella nostra cultura, con me le persone sanno che è ok”.

 

In autunno terrò un seminario sulla Terapia della Risata in cui illustrerò le teorie e il metodo della Dott.ssa Goodheart*. Nel frattempo da questa rubrica condividerò con voi le “ricette di risata” che la Goodheart suggerisce per aiutarsi a ridere.

 

La prima è di una semplicità disarmante: fake it until you make it cioè fingi finché non ti riesce, ed è il titolo del primo paragrafo nel quale la psicologa spiega che “fingere è il modo più ovvio per iniziare a ridere quando nulla è divertente – eppure per alcune persone è il modo più diffcile. Nessuno vuole essere accusato di avere una risata simulata, falsa. Così all'inizio ti sentirai a disagio per il fatto che la stai forzando. Non appena il tuo diaframma comincerà a muoversi e sentirai qualche convulsione, il tuo corpo prenderà il sopravvento. (...) E' come far partire la macchina la mattina quando fa molto freddo: una volta che l'iniezione attacca, il motore parte. Questo accade perché il diaframma è stupido e non distingue tra una risata vera e una simulata. Se hai difficoltà, prova davanti allo specchio. La vista della tua faccia seria e perplessa potrebbe essere sufficiente a darti il La. Oppure siediti con un amico e fingete insieme, raddoppiando così le probabilità di successso.”

 

Provate! E credetemi: è più facile di quello che sembra. E se proprio non ci riuscite, scrivetemi.

 

* Info e iscrizioni: elisademeo@gmail.com | 335.7764409

 

Elisa De Meo

Teacher di Yoga della Risata e Coach di Gibberish

elisademeo@gmail.com | elisademeo.com