Le micropolveri che ci rendono infelici.

FelicitAzioni Nuovo Corriere Nazionale del 03.07.2016

"Quando si ha finito di lavarsi al mattino, bisogna fare con cura la pulizia del pianeta. Bisogna costringersi regolarmente a strappare i baobab appena li si distingue dai rosai ai quali assomigliano molto quando sono piccoli. E’ un lavoro molto noioso ma facile.” Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry

Ci sono cose che stanno nel palmo di una mano anche quando non le teniamo strette in pugno.

Proprio come i Sassi della Felicità, di cui vi ho parlato un paio di settimane fa e che dobbiamo avere cura di riporre per primi nel Vaso della Vita.

Ce ne sono altre che sono sottili e insidiose, che ci si appiccicano addosso e ci intasano i pori ostacolando il libero fluire delle nostre energie vitali. Alcune all'inizio neppure le vediamo ma sono estremamente pericolose.

Come la ricerca della perfezione per esempio, e la pretesa di poter piegare tutto e tutti al proprio disegno. O come le lamentele e le critiche; conosco persone che non ho mai sentito lamentarsi o giudicare gratuitamente, ne conosco parecchie e le ringrazio per avermi fatto capire – ce n'è voluto e non ci siamo ancora del tutto!- quanto nociva sia questa tendenza. O come gli errori e le mancanze, e il relativo autoflagellamento misto a rimpianto, rimorso, recriminazione: non aiuta nessuno, anzi avvelena te e il mondo che ti circonda. O i pensieri svalutanti, le credenze limitanti e i pregiudizi negativi, su di sé e sugli altri; qualcuno le chiama profezie che si autoavverano, diciamo che qualunque cosa permetti al tuo cervello di pensare lui ci crederà, lo reputerà vero e lo incorporerà. O le aspettative, peggio se altrui, che anziché farti da guida ti menano per il naso come un toro tirato per l'anello. O il possesso, verso le cose e verso le persone: nulla è per sempre, nel bene e nel male, e per fortuna a pensarci bene. O i confronti: gli altri sono 7.430.800.521 (dato aggiornato alle 17.39 del 20 giugno 2016), è evidente che è una partita infinita che non vale la pena neppure iniziare. E di questi sette miliardi e mezzo, le persone negative, quelle che ti tirano giù, ti criticano, ti inondano di dubbi, e paure, che si dimostrano insoddisfatte, castranti, risucchianti. O l'ultima parola: quando vedi che ti stai avvitando in una discussione aporetica, molla la presa e se proprio non ce la fai, prova ad ascoltare; e se nemmeno questo ti riesce, passa al Gibberish, tutto perderà e prenderà senso.

Non che sia un compito facile, tutt'altro. Ma tocca farlo, perché poi si scopre che quella roba lì ci soffocava la vita e lasciava solo scorie tossiche.

Scrolliamoci le micropolveri di dosso, estirpiamo le piante infestanti e prendiamoci cura di quello che conta davvero. Per noi.

Elisa De Meo Teacher di Yoga della Risata e Coach di Gibberish elisademeo@gmail.com | elisademeo.com

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