Ciao Gigi

June 11, 2016

FelicitAzioni

Nuovo Corriere Nazionale del 12.06.2016

 

L'Albero della Vita di Gustav Klimt

 

 

Questa settimana c'è stato il funerale di Gigi, e dire che noi si pensava che fosse immortale. Sarà che si definiva come l'unico donatore di organi in vita. Sti toscani, riescono a scherzre su tutto.

 

Gigi è il padre di una delle mie migliori amiche, la considero una sorella. Stessa tempra del suo babbo. Quando ci siamo parlate non ho saputo dirle granché, non sono brava in queste cose. Affido alle parole di Enzo Baldoni il pensiero che rivolgo a Gigi, a Silvia e a tutte le persone che gli vogliono bene.

 

Ordunque, trascurando il fatto che io sono certamente immortale, se per qualche errore del Creatore prima o poi dovesse succedere anche a me di morire - evento verso cui serbo la più tranquilla e sorridente delle disposizioni - ecco le mie istruzioni per l'uso.

La mia bara posata a terra, in un ambiente possibilmente laico, ma va bene anche una chiesa, chi se ne frega (…).

Vorrei che tutti fossero vestiti con abiti allegri e colorati.

Vorrei che, per non più di trenta minuti complessivi, mia moglie, i miei figli, i miei fratelli e miei amici più stretti tracciassero un breve ritratto del caro estinto, coi mezzi che credono: lettera, ricordo, audiovisivo, canzone, poesia, satira, epigramma, haiku. Ci saranno alcune parole tabù che *assolutamente* non dovranno essere pronunciate: dolore, perdita, vuoto incolmabile, padre affettuoso, sposo esemplare, valle di lacrime, non lo dimenticheremo mai, inconsolabile, il mondo è un po’ più freddo, sono sempre i migliori che se ne vanno e poi tutti gli eufemismi come si è spento, è scomparso, ci ha lasciati. Il ritratto migliore sarà quello che strapperà più risate fra il pubblico.

Quindi dateci dentro e non risparmiatemi. Tanto non avrete mai veramente idea di tutto quello che ho combinato.

Poi una tenda si scosterà e apparirà un buffet con vino, panini e paninetti, tartine, dolci, pasta al forno, risotti, birra, salsicce e tutto quel che volete.

Vorrei l’orchestra degli Unza, gli zingari di Milano, che cominci a suonare musiche allegre, violini e sax e fisarmoniche. Non mi dispiacerebbe se la gente si mettesse a ballare.(…).

Voglio che si rida - avete notato? Ai funerali si finisce sempre per ridere: è naturale, la vita prende il sopravvento sulla morte.

Le mie ceneri in mare, direi (…).

 

Anche il papà di Silvia ha chiesto di essere cremato per tornare alla terra dove prima di lui si sono fatti disperdere alcuni amichetti, nella sua bella Toscana.

Ciao Gigi, dalla Svampita di Perugia.

 

Elisa De Meo
Teacher di Yoga della Risata e Coach di Gibberish
elisademeo@gmail.com | elisademeo.com