Libera nos a imagine

FelicitAzioni

Nuovo Corriere Nazionale del 05.06.2016

L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci,

essenzialmente perché stai bene, molto bene, quando ce l'hai vicina.

Charles Bukowski

Sappiamo che la felicità è una scelta. E che per scegliere bisogna essere liberi. Ma liberi da cosa?

Dal confronto, anzitutto. E' il confrotno che ci rende infelici. Il confronto ci espone a un modello di perfezione rispetto al quale ci sentiamo inadeguati, rispetto al quale lo saremo sempre e comunque perché la perfezione non è di questo mondo, e non è nemmeno di quell'altro mondo, è di chi conosce il potere dell'immagine e gli strumenti per utilizzarla a proprio vantaggio.

Anni fa uscì un libro, io lavoravo in pubbicità e lo comprai subito. Si chiamava Lire 26.900, era prima dell'arrivo dell'Euro, e si presentava così: "Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l'universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. (...) Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma."

Più o meno negli stessi anni veniva presentata una ricerca della Harvard Medical School’s Department of Global Health and Social Medicine che analizzava tra le varie cose l'impatto dell'introduzione della televisione nelle Isole Fiji, avvenuta nel 1995. Ebbene rilevarono che in soli 3 anni di esposizione ai programmi e le serie made in USA, l'ideale corporeo delle adolescenti delle Fiji era stato drammaticamente ribaltato, da formoso a filiforme, sancendo di fatto la nascita dei Distrubi del Comportamento Alimentare in una popolazione che non ce li aveva manco nel vocabolario: il confronto con un modello veicolato come ideale aveva di fatto prodotto una generazione di persone infelici e disposte a tutto, persino a rovinarsi la salute, pur di rientrare in un certo peso.

Immaginate che effetto potrebbe avere sulla felicità degli individui se questo meccanismo di aderenza a un modello di successo e perfezione fosse esteso a tutto il mondo e a tutti gli ambiti della vita. Sarebbe un'ecatombe.

Ebbene, è già successo. Non so se ci avete fatto caso ma una decina di anni fa è nato Facebook, che rappresenta per popolazione il terzo Paese al mondo dopo la Cina e l'India e che ci mette e tiene costantemente in modalità vetrina. Siamo tutti in vetrina su Facebook, in esposizione, nella nostra versione migliore, non importa che sia vera o verosimile o addirittura falsa. E in vetrina su Facebook non ci finisce solo il nostro girovita ma la nostra intera vita. L'importante su Facebook è apparire. Vincenti, divertiti, felici.

Fate una buona azione: una volta alla settimana, spegnete tutto e dedicatevi ad altro. A cosa? Sciegliete voi, siete liberi.

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