Il decalogo della felicità

FelicitAzioni

Nuovo Corriere Nazionale del 15.05.2016

Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.

Brodo caldo per l'anima di Jack Canfield e Mark Victor Hansen

Ero partita per il Cammino di Santiago con l’intenzione di indagare la felicita’. Avrei voluto porre ai Pellegrini che avessi incontrato due domande: cos’e’ pèr te la felicita’ e cosa ti rende felice. Mi sono pero’ resa conto che non e’ facile.

Il pellegrino va di fretta, deve arrivare a fine tappa e ha un orizzonte che va dall inizio alla fine del tragitto che ha deciso di percorrere. Il pellegrino vive non tanto nel qui e ora come uno si aspetterebbe ma nel “devo-arrivare-a- fine-tappa” e ha un ventaglio di esigenze che a casa sua copre senza neppure rendersene conto.

Ma sul camino, le stesse cose hanno il potere di renderlo felice. Felice sul serio.

Il decálogo del pellegrino sul Cammino di Santiago e’ molto semplice.

1. Acqua

2. Cibo

3. Un letto

4. Un letto pulito

5. Una doccia

6. Una doccia calda

7. Una wifi

8. Una lavatrice

9. Un’asciugatrice

10. Un compagno che l’aiuti a percorrere gli ultimi tre km che lo separano dalle cose di cui sopra.

Quello che sorprende e’ che molti di quelli che percorrono il cammino scelgono di farlo; anticamentre non era cos¡, moltissimi di coloro che si avventuravano nel lungo e allora pericolosissimo pellegrinaggio che conduceva alla citta’ dell’Apostolo se lo sarebbero volentieri risparmiato.

Oggi non e’ cos¡ e le persone che si incontrano, in genere sono sul cammino con delle motivazioni molto forti e lo fanno con un gran desiderio. Un buon numero, anche se non lo dice apertamente, e’ alla ricerca della felicita’: si prende un mese di tempo per staccare da tutto e da tutti e per stare da solo, che poi sul Cammino di Santiago, almeno sul ramo Francese che e’ in assoluto il piu’ battuto, devi fare degli sforzi notevoli per non trovarti in compagnia.

E la felicita’ la scopre essenzialmente nelle persone: sono le persone che fanno il cammino. E’ il pastore che ti regala un palo di legno robusto ma leggero per affrontare le salite della Navarra, e’ il cameriere che strizzandoti l’occhio ti porta una razione doppia di ensaladilla, e’ il pellegrino che con le lacrime agli occhi di ringrazia per avergli regalato una risata.

In Spagna va molto il termine corazón: entri in una panetteria e la signora che non ti ha mai visto prima ti dice: “Hola corazón” e la tua giornata -anche se non era delle migliori- prende una piega completamente diversa. A volte basta una parola gentile per sollevarti il morale. Ora, non e’ che vi stia chiedendo di apostrofare tutti con un “cuoricino” ma potreste provare anche solo per oggi a dire una cosa gentile a quante piu’ persone possibile e vedere l’effetto che fa. Il segreto sta nel farlo a casaccio.

Buon Cammino, dovunque voi siate.

Elisa De Meo Teacher di Yoga della Risata e Coach di Gibberish elisademeo@gmail.com | elisademeo.com

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