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L'ABC

Pur non essendo in grado di dire cose faccio realmente, per certo so che mi muovo al confine con il mondo olistico -avete presente?- quello dove si può trovare di tutto, un po' come quei cestoni in cui insieme convivono la pashmina originale supermorbida e lo schiacciapatate che al primo uso ti fa rimpiangere il puré istantaneo. E mai come in questo macrocosmo ho avuto modo di apprezzare una fastidiosa carenza dei principi più elementari che stanno alla base delle relazioni sociali. E' vero che in passato ho sempre lavorato in grandi aziende dove solo gli sfigati si arrogano il privilegio di non rispondere, di non rispettare gli orari, gli impegni, gli adempimenti, di non sintonizzarsi con i

Si scrive rete ma si legge nassa.

Si fa un gran parlare di network, social, content sharing, best practices, 2.0 e inglesismi vari. Ci raccontano che siamo tutti uno, ci invitano a partecipare, a condividere, a contribuire. Ci dicono che dobbiamo fare rete. Ma si fa presto a dire rete! Sapete quanti tipi di rete esistono? Stando alla definizione che ne da Treccani.it, nel solo ambito della pesca, troviamo le reti a strascico (tartana, paranza, sciabica, ecc.), fondamentalmente costituita da due pareti che convergono in un sacco che striscia sul fondo con la parte inferiore; le reti da circuizione (lampara, cannara o incannata, ecc.), che consente di circondare e catturare un intero branco di pesci; le reti da lancio (per ese

Un'esplosione di Letizia in Umbria

Letizia di nome, esplosiva di fatto. Parliamo della Espanoli: formatrice nell'area socio-sanitaria, creatrice del Sente-Mente® Project, la prima persona in Italia ad intuire che lo Yoga della Risata potesse rappresentare uno strumento terapeutico per le persone con demenza e per le loro famiglie. Al grido di "De-mente? No! Sente-mente", Letizia ha sovvertito l'idea della demenza come un mondo fatto di persone sfuocate e svuotate, semplici involucri avviati a un lento e progressivo spegnimento sotto lo sguardo desolato e disperato dei loro cari. E ha introdotto un cambio di paradigma nel modello assistenziale, portando a considerare queste persone non solo come portatrici di bisogni ma di un

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